Quali sono le differenze tra le tecnologie da noi proposte e quelle più diffuse sul mercato?

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Le particelle fotocatalitiche contenute nella soluzione sono state lavorate in modo da massimizzare l’efficacia del biossido di titanio, riducendo in modo consistente anche le controindicazioni legate al suo utilizzo. In particolare:

  1. LA CONCENTRAZIONE. In generale, si cerca di aumentare la percentuale di prodotto per aumentare l’efficacia del biossido di titanio, anche se per la fotocatalisi sono efficaci solo le molecole presenti in superficie. Con la nostra lavorazione, utilizzando l’acqua come veicolo di trasmissione, non componenti chimici aggregati, e aggregando diverse particelle, si è riusciti a ottenere molecole cristalline che vengono poste tutte in superficie, risultando quindi tutte attive e con un’efficacia simile a percentuali molto elevate, mantenendo però una percentuale dello 0,7 al metro cubo, molto minore rispetto ai fotocatalitici di vecchia generazione e molto al di sotto del limite massimo giudicato sicuro.
  2. LA DIMENSIONE DELLE PARTICELLE. In generale, più le particelle sono piccole più assorbono energia e quindi diventano più efficaci. Altri concorrenti usano particelle che hanno da 10 a 25 nanometri di grandezza. Sotto i 5 non è utilizzabile nemmeno nelle creme. Il problema è che più piccole sono le particelle più aumenta il rischio per la salute, in particolare sotto i 2,5 nm il rischio diventa elevato.

La nostra lavorazione ha creato un agglomerato di particelle di dimensioni superiori ai 100 nanometri (269,71 nm), quindi è micro per la sicurezza mantenendo però un’efficacia da particelle nano.

By |2019-01-06T00:04:22+00:006 Gennaio 2019|

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