Il biossido di titanio è nocivo?

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Il biossido di titanio è classificato come non pericoloso dalle Nazioni Unite (ONU) secondo quanto riportato dal Globally Harmonized System e secondo il Labeling of Chemicals (GHS).

  • Vi sono più di 9000 brevetti e 34.000 articoli e studi scientifici pubblicati riguardanti il TiO
  • Più di 30 convegni internazionali sono stati organizzati sull’utilizzo del Biossido di Titanio per il trattamento dell’aria e dell’acqua.
  • Il Biossido di Titanio è approvato e utilizzato dalla NASA.
  • L’FDA ne approva l’utilizzo come componente di Dispositivi Medici di classe II
  • La NSF The Public Health and Safety Organization lo ha registrato come sicuro per le superfici
  • L’istituto NIOSH–National Institute of Occupational Safety and Health ne ha approvato l’utilizzo
  • E’ stato applicato su milioni di metri quadrati di asfalto, in prevalenza in Stati Uniti e in Europa.
  • La legislazione italiana ha valutato e riconosciuto nei materiali fotocatalitici ecoattivi importanti proprietà a tutela dell’ambiente. Tali materiali sono stati inseriti nelle “Linee Guida per l’utilizzo di sistemi innovativi finalizzati alla prevenzione e riduzione dell’inquinamento ambientale” emanate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio con decreto ministeriale del 1 aprile 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2004.

Storicamente uno dei motivi del suo impiego estensivo è proprio il suo essere inerte e giudicato non tossico per la salute umana.

Proprio perché il suo utilizzo è diventato endemico, si sono moltiplicati gli studi finalizzati a individuare se e come il biossido di titanio potrebbe presentare rischi per la salute. In particolare si è cercato di misurare le diverse modalità di impatto del biossido di titanio con l’organismo e di valutare i rischi per il tipo di contatto, in particolare suddividendo in rischi per i consumatori e rischi per i lavoratori.

Le ricerche sperimentali hanno dato questi risultati:

1.Il biossido di titanio è sicuro per i consumatori (in particolare per contatto e per uso alimentare)

Tutti gli studi certificati e avvalorati dalle autorità internazionali di controllo affermano che il biossido di titanio è non tossico, inerte ed è definito come “materiale sicuro” per i consumatori.

Nel settembre del 2016 l’EFSA (l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare) ha dichiarato che il biossido di titanio è da considerare sicuro in ambito alimentare. Così come ha approvato il suo utilizzo in tutti i diversi materiali di impiego, tra cui occhiali da sole, dentifrici e prodotti farmaceutici. Il 29 giugno 2018 l’EFSA ha ribadito la sicurezza del biossido di titanio come additivo alimentare.

Per il contatto con la pelle, studi sull’applicazione di filtri solari contenenti biossido di titanio ultrafine sulla pelle sana di volontari umani ha rivelato che le particelle di biossido penetrano solo negli strati più esterni dello strato corneo, arrivando così alla conclusione che la pelle è un’efficace barriera.

2.Il biossido di titanio può rappresentare un rischio occupazionale in caso di inalazione prolungata

Mentre le ricerche sugli umani non hanno rivelato rischi sperimentalmente dimostrati, ci sono invece alcune ricerche compiute sui ratti che hanno sollevato alcuni allarmi. Allarmi che riguarderebbero il rischio per inalazione prolungata di biossido di titanio per gli addetti alla produzione della sostanza.

Anche se l’autorità competente, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA), nel giugno 2017 dopo ricerche e consultazioni ha concluso che non vi erano prove sufficienti per classificare il biossido di titanio nella categoria 1B (potenziale cancerogeno) anche per inalazione, perché si possa escludere qualunque rischio per la salute umana legato occorre evitare o ridurre i seguenti fattori di rischio:

3.Condizioni necessarie per escludere qualunque rischio del biossido di titanio

  • INALAZIONE. Occorre adottare modalità di diffusione in ambiente del diossido di titanio che escludano possibilità di dispersione in aria e dunque di inalazione della sostanza.
  • QUANTITA’. Occorre limitare la quantità di biossido di titanio al di sotto dei limiti previsti (esempio: limite del 25% per cosmetici, limite del 10% per diffusione in aria)
  • GRANDEZZA DELLE PARTICELLE. Più piccole sono le particelle di biossido di titanio maggiore è il rischio di assorbimento negli alveoli polmonari. In particolare il rischio riguarda le nanoparticelle (al di sotto dei 100 nanometri), in specie quando risultano inferiori ai 2,5 nanometri.
By |2019-01-06T00:04:03+00:005 Gennaio 2019|

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