Esiste un rischio ambientale?

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Il prodotto, una volta irrorato con dispersione acquosa, aderisce sull’asfalto tra gli spazi degli inerti che formano il manto stradale. Quindi è come se le molecole della soluzione entrassero a far parte del manto stradale: non si ha dispersione nell’aria né al momento dell’applicazione (irrorazione) né dopo l’asciugamento dell’acqua (le molecole restano nell’asfalto).

Cosa succede alle particelle fotocatalitiche che dovessero essere asportate dal manto stradale?

Insieme ai sali, derivati dal processo di depurazione dell’aria, e alle altre particelle presenti nell’ambiente, le particelle fotocatalitiche asportate da forza meccanica vengono disperse nel terreno e nelle falde acquifere.

La parte di particelle che dovesse raggiungere le falde acquifere, si aggiunge a tutti gli elementi di biossido di titanio che quotidianamente vengono immessi nelle falde acquifere dai prodotti di uso comune, come dentifrici, creme per il sole, pitture e, in generale, la maggior parte dei materiali di colore bianco.

Nelle acque chiare le particelle fotocatalitiche non crea alcun effetto ambientale, addirittura il biossido di titanio viene utilizzato proprio come sistema di depurazione delle acque.

Nelle acque scure (fogne) va a finire nei fanghi di depurazione che poi vanno a finire nel terreno, così il titanio ritorna da dove è arrivato.

La nostra soluzione impiega comunque un quantitativo di biossido di titanio irrilevante rispetto a quello che si trova in natura e a quello prodotto in ambito domestico e industriale attuale.

By |2019-01-06T00:04:15+00:006 Gennaio 2019|

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