Infezioni batteriche: le procedure utilizzate possono avere un effetto boomerang!

//Infezioni batteriche: le procedure utilizzate possono avere un effetto boomerang!

La sanificazione rappresenta una importante procedura utile a prevenire e contenere gli eventi infettivi.

Tuttavia le normali procedure di disinfezione lasciano sulle superfici trattate materia organica, carboidrati e proteine in grado di sostenere una veloce la  ricolonizzazione. Se pur sanificata si ottiene una “superficie libera” con sufficienti nutrienti, che possono essere utilizzati anche da un solo potenziale patogeno per avviare una veloce ricolonizzazione in un periodo di tempo molto limitato (un solo microrganismo è in grado di moltiplicarsi per dare vita ad una popolazione di un milione di cellule entro 8 ore).

Proprio a causa della persistente contaminazione delle superfici ospedaliere e del loro ruolo nella possibile trasmissione di patogeni, sono stati proposti e studiati diversi metodi per migliorare la pulizia e la disinfezione delle superfici il più innovativo è senza dubbio il trattamento delle superfici con soluzione fotocatalitica nanometrica di ultima generazione, attiva anche in assenza di luce.

Generalmente, la maggior parte delle tecniche proposte si è basata sull’uso di composti chimici, i quali provocano un impatto ambientale non trascurabile , inoltre, benché le procedure convenzionali, siano efficaci nell’abbattimento a breve termine della maggior parte dei patogeni, esse non sono in grado di prevenire i fenomeni di ricontaminazione.

Molti dei patogeni clinicamente rilevanti correlati ad ICA sono multireststenti e l’uso di prodotti chimici potrebbe esacerbare tale aspetto, inducendo ulteriori resistenze negli organismi oggetto delle procedure di pulizia/disinfezione. Per queste ragioni, data la recente e rapida diffusione di patogeni multiresistenti nelle strutture sanitarie, esiste un bisogno urgente di trovare soluzioni adeguate.

By |2019-01-05T22:36:36+00:004 Gennaio 2019|Batteri|

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